Quando si è qualcuno

Quando si  qualcuno è il dramma interiore di un uomo anziano, poeta affermato, combattuto tra l’amore, che rende giovani e dona la vita, e la sua stessa vecchiaia che l’ha reso qualcuno, imprigionandolo in una figura precostituita, quasi statuaria. Il protagonista, detto appunto Qualcuno, accoglie grazie all’amore un rinnovamento che lo porta alla rottura con ciò che era stato in precedenza.

Il poeta ora ha nuova voce, nuovi sentimenti da comunicare, una nuova personalità che esprime in un nuovo io con il nome di Delago. E proprio Delago si proporrà come idolo giovanile, promulgatore di una poesia nuova, rivoluzionaria e propriamente viva. Ma la pressione del mondo esterno, conservatore, rinchiuso in etichette formali, incapace di comprendere il cambiamento, e la incapacità quasi fisica del protagonista di sentirsi effettivamente giovane, interrompono il processo di rinnovamento, facendolo ripiombare nella precedente condizione di uomo-statua e nella gabbia in cui si vive quando si è qualcuno.

Nel ripubblicarlo ci è venuto in mente un riferimento, in qualche modo profetico, dello scrittore e drammaturgo Premio Nobel all’Italia di oggi. Come il protagonista dell’opera, in declino fisico e intellettuale, anche il nostro Paese sembra ormai ridotto a ciò che appare esteriormente, e a vivere perennemente all’ombra di ciò che era: vivo, glorioso, bello, dinamico, ammirato, rivoluzionario. Dopo aver passato un’esistenza a cercare di costruirsi e affermarsi come riferimento, sembra che l’Italia non sia più in grado di cancellare le sue maschere, le sue etichette, i suoi stereotipi.
Da quelli popolari a quelli politici.
L’Italia si è ritrovata nella condizione scomoda di non poter fare altro che subire la grandezza del proprio passato.
Anziché continuare ad indossare maschere e attendere il declino vestito di tutto punto, il nostro Paese deve avere la forza di reagire e di ripensarsi, da grande, nel presente.

Passa il grand’uomo: e ti fissano — irrigiditi — e ti irrigidiscono — richiamandoti alla tua «celebrità» — Statua. Tu capisci? Quando hai altro per il capo e vorresti abbandonarti un momento a quello che pensi, a quello che senti! Scomporti — contorcerti, se hai un dolore dentro che ti cuoce. Perdio, non vuoi avere il diritto di sentirti, almeno allora, un pover’uomo?

Pagine
180
Codice ISBN
9788899564759
Prezzo
 12,35
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