Enrico Pedenovi: testimone di libertà

Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, fu il primo rappresentante delle istituzioni a essere ucciso dal terrorismo comunista nel dopoguerra. Era il 29 aprile 1976, un anno esatto dopo la morte del diciottenne Sergio Ramelli, massacrato a colpi di chiave inglese da un commando di Avanguardia Operaia. A colpire Pedenovi furono, invece, alcuni ex appartenenti a Lotta Continua che avevano scelto di “alzare il tiro” e di passare alla lotta armata.
Iniziò proprio con quel delitto la tragica stagione di Prima Linea, che costò al nostro Paese decine di morti innocenti. Il libro ci restituisce la figura umana e politica di Enrico Pedenovi ripercorrendo le principali tappe della sua vita e ricostruendo la dinamica del suo barbaro omicidio, anche grazie alla testimonianza inedita delle figlie e di chi ne ha condiviso le esperienze.

«Le storie belle rimangono e continuano: non si riesce ad ucciderle».

Beatrice Pedenovi

«Nessuno mi ha mai tolto dalla testa che in quel tragico 29 aprile fu scelto dalla ferocia del terrorismo comunista proprio per averlo individuato come facile “preda”, indifeso dalla loro vigliacca volontà di – con pochi rischi – dare un esempio, fedeli al motto caro alle BR: “Colpirne uno per educarne cento”. Ma la storia ha dimostrato il contrario».

Dalla Prefazione di Ignazio La Russa Presidente del Senato della Repubblica

Pagine
230
Codice ISBN
9791281143623
Prezzo
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